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Marea nera, il tappo chiude il pozzo. Trovata una fuga di metano. Danni al fondale?

petrolio paludeIl mostro è addormentato o si sta svegliando?. Marea nera nel Golfo del Messico, il tappo della Bp chiude il pozzo ormai per il quarto giorno. Ma l’amministrazione Usa ha trovato una fuga di metano dal fondale (potrebbe indicare i temuti danni al fondale stesso): non ha ordinato alla Bp di riaprire il tappo, forse ordinerà di effettuare nuovi controlli per capire da dove viene il gas .

In ogni caso, ho perso un caffè: avevo scommesso che avrebbero dovuto riaprire il pozzo in poche ore proprio per evitare danni al fondale.

Se i danni al fondale si producessero davvero, diventerebbe molto più difficile l’uso dei relief well attraverso i quali si spera di chiudere definitivamente la falla.

Nel caso che l’amministrazione Usa ordini alla Bp di rimuovere il tappo, al suo posto verrebbe installato il tubo in grado di convogliare entro tre giorni tutto il petrolio in una nave cisterna. In mare non ne finirebbe comunque, o quasi, e non si correrebbero rischi molto gravi. Ma alla Bp conviene tener chiuso il tappo. Poco ma sicuro.

La situazione generale la conoscete. Possiamo immaginare il pozzo come un idrante collegato a un rubinetto aperto. Il tappo della Bp ne tura l’estremità.

Un eventuale buco nell’idrante è l’equivalente del collo del pozzo fratturato: consente agli idrocarburi di aprirsi una strada nel sottosuolo (sono questi i danni al fondale) fino a sbucare da qualche altra parte.

La presenza del buco era sospettata in seguito a vari indizi. Indizi, non prove. E alla vigilia del test si temeva che, se anche il collo del pozzo fosse stato integro, avrebbe potuto creparsi proprio a causa del tappo.

Prima di chiudere il pozzo, secondo dichiarazioni ufficiali l’integrità del fondale sarebbe stata garantita solo se sotto il tappo si fosse formata una pressione di 8.000-9.000 psi (libbre per pollice quadrato). Una pressione inferiore ai 6.000 psi era considerata chiaro segno di fratture nel fondale: tappo da riaprire immediatamente, per evitare guai peggiori.

La pressione sotto il tappo ha raggiunto solo 6.700 psi circa, in costante ma lentissima crescita. Un valore intermedio, che è stato considerato accettabile solo in assenza di comprovati danni al fondale.

Robot sottomarini e altre apparecchiature continuano ad ispezionare il fondale in cerca di fughe di idrocarburi. Non dovete pensare che crepe nel pozzo e danni al fondale si paleserebbero necessariamente attraverso esplosioni, implosioni, crolli e simili: il fondale è coperto di sedimenti, che in caso di frattura delle rocce sottostanti potrebbero anche assorbire più o meno provvisoriamente gli idrocarburi. Come se fossero una spugna.

Se il fondale è davvero integro, come si spiega la pressione di soli 6.700 psi o poco più? Magari – parole ufficiali – è semplicemente segno che il giacimento si è svuotato e il flusso di petrolio è inferiore al previsto.

Come sarebbe a dire, il giacimento si è svuotato?!? Lo stesso amministratore delegato della Bp ha dichiarato poche settimane fa che il giacimento avrebbe impiegato due anni prima di svuotarsi attraverso il pozzo fuori controllo. Gli esperti gli hanno riso in faccia, sostenendo che il giacimento era probabilmente 10 volte più grande: vent’anni per svuotarsi, non due.

Ho cercato sul web una risposta che superi le mie obiezioni. Magari mi sbaglio, ma pare che la risposta non esista: nel senso che i comunicati ufficiali non sollevano la questione e nessuno ha posto la domanda.

E un’altra domanda che nessuno ha posto riguarda alcune delle immagini mostrate dalle webcam subacquee a tappo installato.

Ufficialmente risulta essere ermetico. Ma gni tanto in questi giorni ho buttato l’occhio sulla webcam, e in un paio almeno di occasioni ho notato attorno al tappo quelle che a me sono sembrate nuvole di idrocarburi.

Video postati su Youtube (sotto un link) indicano che non sono stata l’unica a vedere nuvole. Anzi: sempre su Youtube ci sono anche video ripresi a tappo installato in cui nuvole e nuvolette sembrano uscire dal fondale attorno al pozzo. Se fossero idrocarburi, sarebbe il segno di danni certi al fondale. Trovate i link in fondo.

Non ho detto che siano idrocarburi: ho detto che sembrano. Può trattarsi benissimo di sedimenti smossi dai robot sottomarini, o di chissà che. Mi piacerebbe che qualcuno avesse domandato e che le autorità Usa (o la Bp) avessero spiegato: non è avvenuto.

In ogni caso, dicevo, tenere il tappo chiuso conviene alla Bp: poco ma sicuro. Perchè? Al posto del tappo può essere installato sul pozzo (nel giro di tre giorni) un tubo in grado di portare in superficie praticamente tutti gli idrocarburi.

Se questo avvenisse, si potrebbe calcolare con precisione la quantità di petrolio che si riversa in mare. La Bp pagherà danni commisurati al numero di barili finiti nel Golfo del Messico. Le stime ufficiali sono di 35.000-60.000 barili al giorno. Stime, non certezze.

Sarebbe già stato possibile per la Bp calcolare con precisione il flusso. Non l’ha mai fatto: posso supporre che non sia nel suo interesse. E finchè il tappo rimarrà installato, la verità sarà sepolta in fondo al mare.

Su Bloomberg trovata una fuga di metano

Su Associated Press marea nera, la situazione: il tappo e i timori di danni al fondale

Su Huffington Post pressione attesa sotto il tappo e pressione accertata

Sul Washington Post la possibilità che il giacimento di petrolio si sia svuotato

Un vecchio articolo del Guardian: secondo la Bp il pozzo impiegherebbe due anni a svuotarsi

Su Youtube il video di una presunta perdita di idrocarburi dal tappo

Su Youtube il video di una presunta fuoriuscita di idrocarburi dal fondale

Foto Flickr

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